Ordine non è per forza armonia.

Se sei quì è perchè sicuramente sei un amante delle case come me, un Abitante appassionato ed un osservatore sensibile…giusto? 

Ebbene oggi non ti propongo i miei consigli di Home Styling e nemmeno una shopping list, invece approfitto del rallentare di Agosto per proporti una riflessione che mi auguro possa arricchirci: ti parlo del mio punto di vista su ordine e armonia.

Perchè riflettere sul concetto di armonia?

Perchè riflettere sul concetto di armonia?

Lo ammetto, sono sempre stata interessata alla teoria prima che la pratica; conoscere bene quello che sto facendo a livello concettuale mi ha sempre dato una certa sicurezza nell’esecuzione pratica.

Esistono però  delle nozioni precise e definite, ed altri concetti invece piuttosto sottili ed evanescenti. La cosa che ritengo più importante in assoluto è farsi un’idea propria, basata su un sentire.

Se ti fai delle domande e ti dai il tempo di ascoltarti, le insicurezze si riducono, anche quando si tratta di apportare un cambiamento in casa.

Per cui, se anche tu senti l’esigenza di riflettere prima agire vale la pena soffermarsi un’attimo sul definire cosa per te significhi armonia, e cosa per te significhi ordine.

Armonia oggettiva.

Se è vero e condiviso da tutti che il disordine non sia una cosa di certo piacevole, mi sento di dire, almeno dal mio punto di vista, che al contrario ordine non coincide necessariamente con armonia. 

Essendo un concetto con un’importante componente astratta,  potresti non essere d’accordo con me, per questo, parto da una definizione di armonia il più possibile oggettiva, quella del dizionario:

 

“Consonanza di voci o di strumenti; combinazione di accordi, cioè di suoni simultanei (…), che produce un’impressione piacevole all’orecchio e all’animo”

“In architettura, proporzionata corrispondenza tra le parti principali e le secondarie, e tra i singoli membri architettonici e l’intero; in pittura e scultura, conveniente disposizione delle figure nell’insieme dell’opera: a. di linee, di forme; a. di colori o a. cromatica, accordo di colori ottenuto accostando toni diversi o anche, nella forma più semplice, toni di una stessa gamma o gradazioni diverse di un solo tono. c. Accordo, conformità, in senso generico”

Armonia oggettiva

Un’ esperienza piacevole.

Armonia è dunque  proporzione, accordo,  combinazione,  corrispondenza…..che produce un effetto piacevole ai sensi e all’anima

Proprio come con la sezione aurea non si sbaglia mai, quella su cui è “accordata” qualsiasi cosa in natura, noi compresi, è garanzia di armonia (ed io la prendo come riferimento anche nel mio lavoro).

Dunque, un concetto dinamico, interessante, piacevole.

E l’ordine, invece?

L’ordine, per come lo concepiamo in casa,  è qualcosa di piuttosto statico invece, almeno secondo me,  ed è anche per questo che dico che ordine non necessariamente coincide con armonia, ma non solo.

 

Mi è capitato di entrare in case estremamente ordinate e provare un senso di disagio, di freddezza, di staticità, case che “davano un pò i brividi”. 

Certamente sono “casi estremi”, l’ordine di solito è piacevole, ma vedi, le nostre case sono tutto tranne che fermi immagine, e per quanto si chiamino immobili, dentro sono in movimento perchè ci siamo noi a viverle.

 La “vita di una casa” è essenzialmente la nostra, in cui il fermo immagine non esiste, siamo in costante movimento, e quindi lei con noi.

Un ordine aperto all’imprevedibile.

L’ordine è necessario, ci permette di avere una certa praticità ma deve nella sua logica tener conto anche dell’espressione, della dinamicità, dell’autenticità, dell’imperfezione dell‘unicità e persino dell’imprevedibile che ci contraddistinguono per poter essere armonico,  e questo non è scontato.

Non è un alibi per tutti i disordinati (come me!) a perseverare diabolicamente nella mancanza di un criterio eh! Ma siccome in medium stat virtus è bene non battersi troppo per la ricerca di una pulizia dall’equilibrio precario o troppo faticosa da mantenere, quando ciò che rende piacevole un luogo spesso sono le sue singolarità e soprattutto, la sua vitalità, la cura, anche se non perfettamente ordinata!

un ordine aperto all'imprevedibile

In conclusione?

Non è sempre facile muoversi nel campo del soggettivo e dei concetti astratti, ma come ti dicevo all’inizio dell’articolo, farsi domande e trovare le proprie risposte, è assolutamente utile per far bene anche le cose più pratiche.

Ho condiviso con te un mio punto di vista ed una riflessione maturata con l’esperienza sicura che possa esserti stata utile, ma a me, a me, in che modo è stato utile riflettere?

Mi ha aiutata a includere la soggettività, tappa fondamentale quando si lavora su una casa che non si abita in prima persona, ed anche ad accogliere quella sottile sensazione di inadeguatezza quando, all’inizio del mio percorso lavorativo, mi trovavo alle prese con il mio essere ” creativamente disordinata”.

Ho compreso che alla base, c’era un bisogno di esprimermi, e che credo che sia un bisogno molto condiviso e legato allo stile abitativo. ( e su questo argomento ho scritto un ebook gratuitolo trovi quì!)

Se ti va, puoi dirmi invece come la pensi tu: per te ordine e armonia sono sinonimi?

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ritratto

Silvia Ramalli.

Sono una Stilista d’interni, ovvero coccolo case e abitanti. 

Sono esperta nello scovare e far sbocciare l’armonia nascosta delle case e aiutarti a trasformarle in posti che ti fanno stare bene davvero, anche se hai un piccolo budget.
Nel tempo libero amo annodare macramè, camminare per boschi e scoprire posti nuovi, sempre con un pò di musica nelle orecchie.

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